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Repubblica dominicana - Capodanno a suon di salsa

  • Immagine del redattore: Luisa Tonon
    Luisa Tonon
  • 6 ago 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Quell'anno non avevo ancora viaggiato, e così a fine novembre, senza pensarci sopra due volte, prenoto un volo per la Repubblica Dominicana. Parto da sola, con un gruppo di sconosciuti.

E fu così che il giorno di Santo Stefano decollo da Milano Malpensa a bordo di un Boeing della United Airlines verso New York, dove avrei fatto un lungo scalo per poi proseguire verso il caldo del Mar dei Caraibi. Arriviamo a Santo Domingo in serata, e pernottiamo in un qualche paesino sperduto a metà strada fra l'aeroporto e la nostra tappa successiva, di cui nemmeno ricordo il nome. Il giorno dopo inizia il vero viaggio e proseguiamo in direzione di Bayahibe, uno dei luoghi più iconici e gettonati della Repubblica dominicana, e ne capisco subito il motivo: una spiaggia lunga e dalla sabbia soffice, ornata di palme altissime e delle vibes super positive. Ma prima di arrivare qui, una sosta per visitare le piantagioni di canna da zucchero: estremamente interessante capire come viene lavorata con tanto di degustazione del suo succo e vedere anche come vengono prodotti i tanto amati e pregiati sigari. L'economia locale si basa anche su queste due industrie, oltre che su quella turistica.

Arrivati a Bayahibe, ci tuffiamo in acqua, ed è semplicemente meravigliosa: limpida, azzurrissima e calda. Da qui la mattina successiva prendiamo un catamarano che ci porterà alla scoperta di Isla Saona, a suon di balli scatenati e bottiglie di rum: è una vera festa! Queste escursioni giornaliere vengono organizzate continuamente e sono delle esperienze che meritano davvero di essere vissute. Una volta giunti sull'isola, facciamo un giro tra le baracche dove vive una delle ultime comunità di pescatori locali, e poi degustiamo un pranzo succulento sulla spiaggia con tanto di aragosta fresca! I primi giorni trascorrono quindi sotto il sole cocente del Caribe, con quell'atmosfera spensierata tipica di queste parti. Il viaggio prosegue però verso nord, dove le correnti fredde oceaniche in quel periodo dell'anno si fanno più sentire, e il mare è meno caldo. Ci imbattiamo anche in un violento acquazzone mentre eravamo su una spiaggia sperduta e ci ripariamo sotto qualche capanna. Il bello dell'avventura! Siamo arrivati così nella penisola di Samanà, che tanto ha da offrire a livello naturalistico.

Nel frattempo è arrivato anche Capodanno, e che altro potevamo fare se non iniziando con i festeggiamenti del Capodanno italiano? Eccoci nel bar in piscina della nostra piccola Guest House, con i cocktail in mano alle ore 18, ora perfetta per l'aperitivo, telefonando alle nostre famiglie che ormai stavano salutato il vecchio anno. Per il capodanno dominicano, avevamo invece organizzato una festa in riva al mare: ora che la ricordo nel dettaglio, è stata davvero emozionante! Eravamo in tanti, più gruppi di persone che avevano deciso di partecipare, la location era stata trovata da un signore italiano che vive nel paese da tantissimi anni e ha preso il controllo di tutto (tipo un gangster della mafia, avete presente?), era stata allestita la spiaggia con tutti i tavoli, il buffet sotto a una struttura simil-capanna, che poi è stata la nostra salvezza perchè si è pure messo a piovere. Ma la musica, viaggiatori, quei balli scatenati fino a notte fonda, quelle note di salsa e bachata che mai stancano. Quanto è stato energico quel fine 2016?

Inizia così il mio 2017, in un paese che risuona musica ovunque tu vada, con un gruppo di persone sconosciute, che sono state la mia ancora in quei dieci giorni oltre Oceano. Qui a nord l'atmosfera è piratesca, direi anche meno sicura, aleggiano nell'aria ancora tante leggende e racconti locali che un pò fanno rabbrividire. Dormiamo a Las Terrenas e poi a Las Galeras, facendo anche qui escursioni in barca alla scoperta di spiagge nascoste, dove sono stati girati diversi film, e rimaniamo pure impantanati con il nostro piccolo van in una strada colma zeppa di fango. L'ho detto che è stato un viaggio avventuroso?

Ma la vera chicca da questi parti è fare il trekking a El Limon, una cascata nel mezzo della foresta tropicale dove puoi anche fare il bagno. Noi ci siamo andati a cavallo, ed è stata veramente un'esperienza fantastica! La Repubblica dominicana non è infatti solo mare, ma può soddisfare anche le esigenze di viaggiatori più curiosi ed intrepidi. Al suo interno ci sono infatti tante bellezze naturali da scoprire e anche noi, decidiamo di trascorrere una giornata con pernottamento a Jarabacoa, dove si può fare rafting. Il viaggio è quasi giunto al termine e l'ultima notte la passiamo nella capitale, che esploriamo in un caldo pomeriggio, tra il forte maestoso che svetta sul mare, e la piazza con al statua di Cristoforo Colombo. Ovviamente ci concediamo un'ultima Presidente, la birra locale, prima di rientrare al freddo italiano. Dominicana, totalmente caraibica.

 
 
 

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