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La meraviglia del mondo Maya

  • Immagine del redattore: Luisa Tonon
    Luisa Tonon
  • 18 dic 2024
  • Tempo di lettura: 5 min

Io volevo vederla, quella meraviglia. Erano anni che la sognavo, e così a marzo 2024 decido di comprarlo, quel biglietto aereo per Cancun. Parto il 28 novembre a bordo di un aeromobile di Air Europa ricca di grandi aspettative per quella nuova destinazione da scoprire, e che tanto mi viene richiesta dai miei clienti: il Messico. Atterriamo verso le 20:30 e dopo i classici ma veloci controlli doganali, ritiriamo la nostra auto a noleggio e ci dirigiamo verso il nostro hotel in centro della capitale dello stato del Quintana Roo. E' un hotel in tipico stile coloniale, con i balconi delle camere che si affacciano sull'ampia piscina centrale; ormai è sera inoltrata, ma nonostante la stanchezza abbiamo fame e decidiamo di uscire a piedi e sederci in uno squallido locale frequentato solo da gente del posto. Ordiniamo a caso dei Tachos con pollo, e la nostra prima birra messicana: la Tecate, che fila giù liscia come l'olio. Ci portano delle salsine come appetizer, e mamma mia come sono piccanti, da non respirare, impossibili da mangiare per noi! La prima notte, così come le altre successive, siamo in balia del jetlag e alle 5 già con gli occhi sbarrati carichi per iniziare la nostra avventura: attendiamo che apra la colazione e poi ci inoltriamo in auto nelle strade messicane. Capiamo subito di dover tenere la concentrazione alta e gli occhi ben aperti, perchè si presentano spesso davanti a noi dei crateri immensi che tutto farebbero fuorchè bene agli pneumatici.

Arrivati in Yucatan l'orologio si tira indietro di un'altra ora e questo ci fa recuperare del tempo per arrivare puntuali al primo sito archeologico di questo viaggio: l'imponente e misteriosa Chichen Itza. Una volta incontrata la nostra guida, il mitico Alfredo nonchè soprannominato dai colleghi la Tortuga Negra, iniziamo la visita. Affascinati ascoltiamo lui che, facente parte della dinastia Maya, ci racconta tanti segreti con estrema minuziosità e passione, che rendono la visita carica di colpi di scena.

Chichen Itza è veramente una meraviglia del mondo.

Conclusa la visita abbiamo del tempo libero all'interno del sito per girovagare a piedi fra altri monumenti e le tantissime bancarelle di souvenir dove acquistiamo qualche regalino da portare a casa, ovviamente contrattando con i venditori. Decidiamo poi di provare l'esperienza di fare il bagno in un Cenote, dopo tanta calura è quello che ci vuole. L'impatto è davvero forte, questa grotta piena di acqua quasi gelida e scura, il luogo sembra surreale. Ma mi faccio coraggio, ripetendomi che non posso farmi sfuggire questa opportunità e che l'esperienza va vissuta, per cui riesco a tuffarmi in queste acque e scattare qualche foto. Eravamo al Cenote Tsukan, un luogo davvero molto curato, con tanti vialetti verdi, fiori coloratissimi, e anche un ristorante dove ci fermiamo per il pranzo, assaporando la tipica cucina messicana.

Ci rimettiamo alla guida e dopo circa due ore raggiungiamo Merida, la capitale dello Yucatan dove pernottiamo in un hotel in centro, molto colorato e dal tipico stile coloniale come quello della sera precedente. Usciamo per la cena e ci godiamo questa cittadina davvero piena di vita. La visita del giorno seguente è molto presto, per evitare le folle, ma per noi non è un problema, tanto la sveglia la abbiamo in testa, complici le -7 ore di fuso orario. Arriviamo ad Uxmal, dove ad attenderci è Ricardo, un'altra guida pienamente innamorata di questi luoghi. Il sito archeologico è uno dei meglio conservati dello stato, molto grande, e incorniciato da una fitta vegetazione che rende il tutto molto suggestivo. E' stata per me una piacevole scoperta che ha di molto superato le mie aspettative. Il pomeriggio lo dedichiamo nuovamente al bagno in due Cenotes, nelle vicinanze di Valladolid dove ho prenotato l'hotel per la notte. Sempre molto centrale, la struttura è veramente molto bella, con un rooftop da urlo con vista sulla cattedrale e la piazza, nonchè location della nostra cena. Il terzo giorno in Messico ci aspetta un'escursione naturalistica nel nord dello Yucatan, nel piccolo villaggio di pescatori di Rio Lagartos: saliamo a bordo di una lancha da 6 posti e ci inoltriamo con la nostra simpaticissima guida tra le mangrovie. Esperienza da consigliare assolutamente agli amanti di Bird watching, per la presenza di innumerevoli specie di uccelli. Noi siamo molto più affascinati dai coccodrilli, che quasi subito ci ritroviamo davanti: per me un pò impressionante vederli a circa 50 centimetri di distanza, per il mio compagno una scarica di adrenalina tanto da non tirarsi indietro quando gli viene proposto di accarezzargli la coda. Io mi limito a fare foto e video con un pò di apprensione in corpo. La mattinata trascorrere quindi in mezzo alla natura, fino alle saline di Las Coloradas, dove facciamo una tappa e scendiamo a terra per ammirare queste immense distese di sale, che in presenza di condizioni climatiche favorevoli, sono completamente rosa e regalano un bellissimo contrasto con l'acqua verde del Rio. Terminata questa adrenalinica esperienza, partiamo alla volta di Coba, la nostra ultima tappa di questo tour fra siti archeologici. Arriviamo dopo circa due ore al nostro hotel, che avevo appositamente scelto perchè immerso nella giungla, con un'immensa voglia di birra fresca: quel giorno ci sono però le elezioni per la comunità Maya e tutti i frighi contenenti alcolici sono sottochiave. Bere alcool è quindi impossibile. Ci rilassiamo allora con un caldo bagno rigenerante nella nostra jacuzzi esterna privata della camera. Stanchi e provati dopo tanti chilometri, ci addormentiamo senza cena. Dopo la classica colazione, entriamo prestissimo al sito archeologico di Coba, che decidiamo di esplorare a bordo delle biciclette che noleggiamo all'interno dei cancelli. Un'esperienza diversa rispetto ai siti che avevamo visto fino a quel momento, e devo dire molto bella. Qui si può correre sopra gli autentici Sacbè, le antiche strade Maya, molto ben conservate a Coba, dove se ne contano circa quaranta. Vediamo altre piramidi immerse nella giugla, le antiche capanne, e il campo per il gioco della Pelota: ormai siamo quasi diventati esperti nel riconoscere autonomamente i monumenti e le raffigurazioni sulla pietra. Finiamo la nostra visita quando tutta la folla sta invece facendo ingresso nel sito, che devo dire mi è piaciuto molto. Di nuovo in auto, direzione Tulum: bellissima, esattamente come si vede nelle iconiche foto del Messico. Ci arriviamo verso ora di pranzo, ed è quindi inevitabile imbattersi in code di turisti che vogliono entrare a scoprire le meraviglie di questo sito archeologico a picco sul mare. Facciamo una tappa anche in spiaggia, ampia, naturale, con un mare dai toni azzurro acceso e molto battuta dal vento da renderla davvero selvaggia. La fame ora si fa sentire e decidiamo di concederci un veloce pranzo messicano a base di Tachos e Nachos con due fresche Tecate: la giusta conclusione di un tour pazzesco prima di dirigerci verso Akumal e trascorrere gli ultimi giorni in Messico rilassandoci sulle sue spiagge.


I tesori dello Yucatan, meritano solo di essere scoperti con gli occhi curiosi di ogni viaggiatore.

 
 
 

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