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Namibia: cosa vedere in 10 giorni

  • Immagine del redattore: Luisa Tonon
    Luisa Tonon
  • 8 apr 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Riprendo il racconto di viaggio, e vi porto con me alla scoperta del Damaraland, la regione della Namibia dove troviamo le pitture rupestri risalenti a circa 6.000 anni fa. Noi però amiamo più la parte naturalistica del viaggio e decidiamo quindi di partecipare all'escursione al tramonto per la ricerca degli elefanti del deserto: un'avventura pazzesca, che ci porta a bordo di una jeep lungo gli argini di un fiume in secca, a pochi metri da branchi di elefanti che si cibano incuranti di noi. E' il mio primo approccio con questi animali nel cuore dell'Africa, ma mi avvertono che quelli che verdò in Etosha saranno ancora più enormi. Amo l'aria calda che mi scivola tra i capelli mentre il sole cala all'orizzonte e ci godiamo un'aperitivo di tutto rispetto. La natura che ci circonda è meravigliosa e ricordo come fosse ieri i rumori, i profumi, le emozioni di quel momento.

Il Twyfelfontein country lodge dove alloggiamo è super scenografico: sembra di essere dentro al cartone dei Flinstones. Lo avevo sempre consigliato ai miei clienti, ed esserci in carne ed ossa per me rimane un grande traguardo! La mattina successiva di nuovo a bordo della nostra 4x4 riprendiamo lo sterrato che ormai è diventato il nostro migliore amico, e ci sentiamo molto più sicure nell'affrontare quelle strade: facciamo anche i 70 km/h dove possibile. Il lodge che abbiamo scelto si trova nel mezzo del Damaraland e diventa per noi una pausa di relax e lavoro a bordo piscina. Anche in quella giornata ci godiamo uno spettacolare tramonto vista bush bevendo una freschissima Tafel. Il viaggio sta per giungere alla conclusione, ma ci manca l'irrinunciabile parco nazionale, l'Etosha, un'immensa distesa bianca che si vede anche dallo spazio. Etosha significa infatti grande luogo bianco e questa sua particolarità rende l'esperienza del safari completamente diversa da quella che si può fare in qualsiasi altro paese africano. Decidiamo di fare un primo game drive il pomeriggio del nostro arrivo, e con le luci del tramonto siamo fortunatissime: un rinoceronte, 13 leonesse con i loro cuccioli, zebre, antilopi, gazzelle e gnu. L'indomani sveglia all'alba per ripetere l'esperienza con luci diverse e qui la fortuna è un pò meno dalla nostra parte, o almeno così la vedo io. Ci imbattiamo lungo la strada in un enorme elefante maschio, che non ha intenzione di cambiare rotta. La nostra guida però conosce il comportamento di questi mammiferi, e non ci resta che sottostare alle sue indicazioni: parcheggia la jeep da un lato della strada e attendiamo che questo bestione ci superi. Impressionante e da bocca aperta quando una volta avanti alza la proboscide in segno di ringraziamento. La natura ci ripaga sempre. Due notti qui sono senza dubbio da non perdere. Prima di rientrare in Italia, e visto che l'orario del volo in tarda serata non implicava di dover dormire una notte nella capitale, decidiamo di trascorrerla in una riserva privata a circa mezz'ora da Windhoek. L'esperienza del safari nelle riserve private è diversa rispetto a quella nei parchi nazionali, e già quando arriviamo al lodge l'atmosfera è deliziosa. Non stiamo nella pelle all'idea di goderci la piscina, il buon cibo, e il game drive, ma la vita ci riserva una sorpresa. Appena mettiamo piede in camera riceviamo una mail di cancellazione del volo in connessione da Francoforte all'Italia, per cui la nostra deformazione professionale ci coinvolge nel risolvere questo problema. Detto fatto: le valigie sono di nuovo in auto e ci rechiamo all'aeroporto per provare a partire quella sera stessa. Non vi tedio con le disavventure e lunghe attese di quella notte, ma posso assicurarvi che rimane il gran rimpianto di non essere rimasta a Okapuka a godermi quelle meraviglie. Tornerò Namibia, mi sei entrata nel cuore.


 
 
 

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