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Perchè il Serengeti è così meraviglioso

  • Immagine del redattore: Luisa Tonon
    Luisa Tonon
  • 1 lug 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Ti avevo già raccontato una parte del mio meraviglioso safari in Tanzania, concentrandomi sui parchi del Tarangire e del Ngorongoro. E' giunto quindi il momento di vivere insieme l'emozione del Serengeti, che in lingua masai significa "pianura senza fine". Perchè questo parco è veramente così, e te ne accorgi appena inizi ad avvicinarti ai gate di ingresso. Tu, i tuoi compagni di viaggio, a bordo della vostra jeep, su queste lunghe strade sterrate, piene di polvere bianche che ti riempie la pelle, l'aria calda della savana che ti accarezza il viso e tutt'attorno il nulla: non vedi la fine di questa immensa pianura, ci provi, strabuzzi gli occhi, ma vedi solo e soltanto una vasta distesa verde che è la savana. E allora è lì che affiorano le prime domande: ma come è possibile vedere i felini, le giraffe, gli elefanti, in questo paesaggio? E' tutto così piatto, dovrebbero vedersi facilmente. E invece no: ecco uno dei segreti e dei misteri del Serengeti che mi hanno fatto innamorare di questo luogo. Gli animali ci sono, e ne vedrai tanti, ma non sarà comunque così facile trovarli. Si mimetizzano bene, hanno le loro tecniche per sfuggire ai predatori, e quindi anche tu, uomo, li vedi solo quando ci arrivi davvero vicino. Il Serengeti è fantastico anche per la possibilità di dormire all'interno di campi tendati mobili, che si spostano seguendo i ritmi delle migrazioni. Dormire qui è un'emozione imparagonabile, immersi nella natura, fra i versi degli animali e la quiete della notte. Non avevo mai sentito il ruggito di un leone durante questo momento, e non è esattamente quello che uno si aspetta. Il verso che fa di notte, è un rumore tutto particolare, e lo puoi sentire anche a chilometri di distanza. Il Serengeti rimarrà impresso nella mia memoria anche per un episodio particolare, che voglio condividere con te: sveglia all'alba, circondati dalla nebbia, un sole rosso fuoco che si fa spazio fra l'umidità, il profumo del caffè e delle uova strapazzate. E' mattino presto e io ho un solo desiderio: voglio vedere il leopardo. Salgo sulla jeep, al mio solito posto, e attiro a me tutta l'energia speciale per realizzare questo desiderio. Il paesaggio è surreale, fa freddino, siamo tutti mezzi addormentati e iniziamo a farci cullare dal solito "african massage" (devi aver letto gli articoli precedenti sull'Africa per capire di cosa sto parlando). Arriviamo in una zona più aperta, con pochi alberi, tanti arbusti ed erba alta dal color miele. E allora eccolo lì, con quella coda alta che cammina a circa 300 metri dalla nostra jeep: "Hassan laggiù, c'è un animale!" La nostra guida mi dà retta, si mette in posizione, prende il binocolo e me lo conferma: è il leopardo! Aspettiamo, pazienti, senza fretta, e lui viene camminando nella nostra direzione. Hassan chiama l'altra jeep, per farli tornare indietro, e in men che non si dica, grazie alla rapidità di Michael, arrivano accanto a noi per non perdersi la scena: il leopardo, bellissimo, un esemplare davvero molto bello, sale su una bellissima acacia e inizia a fare quello che fanno i felini da quelle parti... le unghie, si lecca, si distende sui grossi rami.

Il leopardo, sì è per me l'animale più bello della savana e l'ho trovato io!

 
 
 

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