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Road trip USA: i primi tre giorni tra Death Valley, Zion e Bryce Canyon

Immagine del redattore: Luisa Tonon
Luisa Tonon
22 lug
Tempo di lettura: 3 min


E' stato uno di quei viaggi che anche io, come molti di voi, sognavo di fare da molto tempo. Ho sempre lasciato in secondo piano l'esplorazione degli Stati Uniti, perchè più proiettata verso culture molto diverse dalla nostra, per la chimica verso altri continenti, e lo ammetto anche per una questione di costi. In questo 2026 però ho deciso che era arrivato il momento di farlo.

E così, senza pensarci troppo su, ho convinto la mia compagna di viaggio preferita a partire con me. Era il 25 giugno, un giovedì mattina e con un comodo volo British con scalo a Londra, ci siamo imbarcate direzione Las Vegas. Una volta atterrate, ritiro della macchina a noleggio, e subito dirette verso uno dei luoghi più inospitali del pianeta: la Death Valley. Dopo circa tre ore di auto, e tanta stanchezza per il viaggio, arriviamo al nostro alloggio il "The Ranch at Death Valley", direttamente dentro al parco. Il vento caldo del deserto, che ci accoglie appena apriamo la portiera della macchina, me lo ricordo ancora: forte, secco, penetrante. Una sensazione davvero bizzarra e incredibile, che mi fa capire che stavo veramente per visitare quel luogo che avevo visto spesso in foto, di cui avevo parlato ai miei clienti, che immaginavo nella mia mente. Il jetlag non ci dà tregua, per cui dopo una cena veloce nel ristorante della struttura, ci infiliamo subito sotto le coperte, pronte per la sveglia all'alba dell'indomani. L'obbiettivo era la vista del sole che sorge da Zabriskie Point, e le aspettative non vengono deluse. Surreale. Ovviamente andiamo anche a vedere il Badwater Basin, il luogo più basso della California, 86 metri sotto il livello del mare. Luoghi che sembrano appartenere ad altri mondi, che ti riempiono gli occhi, ma che vanno visitati con la consapevolezza dei propri limiti, prestando attenzione alle alte temperature, alla disidratazione ricorrente, senza correre rischi per se stessi e per gli eventuali soccorsi. Con il cuore pieno di meraviglia, ci rimettiamo in viaggio, per quella che sarà una delle tratte più lunghe on the road di questo itinerario: la prossima destinazione è lo Zion National Park, nello Utah sud occidentale, famoso soprattutto per due trekking iconici, il The Narrows e Angel's Landing. Qui troverai spettacolari pareti di arenaria rossa che si tuffano in profondi canyon scavati dal fiume Virgin, all'interno dei quali puoi anche camminare. I percorsi di trekking sono davvero tanti, di svariati livelli di difficoltà. Noi scegliamo qualcosa di piuttosto semplice, data la nostra poca preparazione fisica per affrontare certi tratti. L'avventura all'interno del parco la viviamo la mattina presto successiva, per questa serata di spostamento ci concediamo una notte sotto le stelle all'Under Canvas Zion, un glamping tendato dove arrostiamo anche i Marshmallows attorno al fuoco prima di coricarci: una vera americanata!

Colazione, camminata, un bel panino con le patatine ed è già ora di rimettersi in marcia: la tratta del terzo giorno è breve chilometricamente parlando, ma spettacolare per il paesaggio che attraversiamo. Ogni curva ci lascia senza fiato, passando tra rocce di arenaria rossa, boschi di conifere e latifoglie, luoghi desolati che sembrano dimenticati da Dio, pianure verdi. Arrivare al Bryce Canyon è davvero una sorpresa, e qui lo scenario mi ricorda un pò quello delle montagne di casa. E' anche freddino perchè ci troviamo a circa 2.300 m.s.l.m, ma ciò non ci fa perdere la voglia di andare ad ammirare il tramonto da uno dei tanti view point che si affacciano sugli gli hoodoos, pinnacoli di roccia e di tufo che formano un paesaggio incredibile. Il Bryce è uno dei parchi più famosi e visitati dello Utah, e ne confermo la spettacolarità. Anche qui ci sarebbero davvero tanti percorsi da fare a piedi e che scendono fino ai bordi del Canyon, ma noi siamo un pò pigre e preferiamo optare per la macchina con cui è possibile arrivare fino al punto più alto dell'altopiano a quasi 3.000 m.s.l.m. Un'attività a cui ci dedichiamo la mattina successiva, non prima di aver visto l'alba: una meraviglia, uno spettacolo incredibile, un'emozione che ricorderò per sempre. Penso probabilmente il momento più bello di tutto questo on the road americano.

Qui al Bryce alloggiamo al Best Western Plus Ruby's Inn, un hotel enorme, con un sacco di servizi, dove ceniamo con un ottimo salmone alla griglia. Siamo veramente in alta montagna, anche se può non sembrare. Un inizio viaggio davvero sorprendente, che ci lascia gli occhi pieni di meraviglia.

 
 
 

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