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Road trip Usa: quando arrivi al Grand Canyon

Immagine del redattore: Luisa Tonon
Luisa Tonon
15 ott
Tempo di lettura: 4 min


Sono passati quasi quattro mesi dal mio on the road negli Stati Uniti, ed è giunto quindi il momento di raccontarvi le battute finali di questo viaggio, uno di quelli che in tanti sperano di fare almeno una volta nella vita. Nell'ultimo episodio, che se non hai ancora letto trovi qui, avevo lasciato la Monument Valley in direzione Page, una cittadina dell'Arizona famosissima per la presenza dell'Horseshoe Bend e l'Antelope Canyon, due spettacoli naturali che posso affermarlo sono davvero impressionanti. Page in sè non mi ha fatto impazzire, mi aspettavo qualcosa di più suggestivo, in realtà l'ho trovata un pò fredda e senza un gran perchè. Il pomeriggio del nostro arrivo decidiamo di vedere il tramonto all'Horseshoe Bend, dopo esserci rilassate per qualche momento nella piscina dell'hotel. Arrivando dalla Monument Valley avevamo ancora il cervello tarato su quell'orario del tramonto, ma per fortuna gli insegnamenti di mio nonno, che si rendeva conto dell'ora semplicemente guardando l'ombra degli alberi, mi hanno fatto capire che stavamo sbagliando qualcosa. Il nostro programma era infatti di cenare presto e poi andare ad ammirare il calare del sole, ma quando siamo uscite dall'hotel e ho guardato il sole mi sono resa conto che dovevamo andare subito all'Horseshoe. E meno male, perchè non avevamo infatti preso in considerazione il fuso orario che c'è tra le due località, nonostante entrambe siano in Arizona (la stanchezza gioca brutti scherzi anche a me!).

Siamo arrivate giusto in tempo per goderci il tramonto: quando arrivi davanti a questo enorme ferro di cavallo scavato nella roccia dal fiume Colorado, ti rendi veramente conto di quanto sei piccolo di fronte alla potenza della natura. Le rocce da dove si fanno le foto sono davvero molto alte rispetto all'argine del fiume, e a me ha fatto anche parecchio impressione vedere tutte quelle persone che si sporgono in modo un pò troppo imprudente per un selfie: io mi sono tenuta ben distante dal bordo, complice forse anche un pò la sensazione di vertigine. Se volete venire qui, vi consiglio di portare dell'acqua, perchè dal parcheggio al punto panoramico ci sono circa 20 minuti di cammino e le temperature in estate sono davvero molto elevate; non sottovalutate questa distanza e la disidratazione. La mattina successiva ci alziamo con calma e ci dirigiamo verso l'Antelope Canyon, lo slot canyon più visitato degli Stati Uniti sudoccidentali. Si trova in terra Navajo, per cui l'ingresso non è compreso nella tessera parchi e bisogna partecipare ad un'escursione guidata per vederlo: considerate anche l'orario di ingresso per poter beneficiare dei giochi di luce migliori (meglio entrare alle 11/12 così il sole è bello alto nel cielo e una volta scesi in profondità i colori delle rocce daranno il massimo). Noi abbiamo optato per la visita al Lower Antelope, un pò meno battuto, e più lungo rispetto all'upper. Le scalette per arrivare in fondo al Canyon sono molto strette e ripide, anche queste a prova di vertigine, ma una volta che scendi sotto ti dimentichi di tutto e rimani estasiato con la testa all'insù ad ammirare ciò che l'acqua modella di anno in anno. Nel pomeriggio ci rimettiamo in viaggio in direzione sud, per arrivare a uno dei parchi più famosi del mondo, il Grand Canyon. La strada dentro il parco attraversa queste bellissime foreste di conifere e non ti rendi quasi conto di ciò che c'è ai lati di questo altopiano. Qualche pit stop in alcuni punti panoramici per le prime foto con le luci del tramonto e raggiungiamo il nostro alloggio per la notte, il secondo Under Canvas del viaggio.

E' la mattina successiva che diamo ampio spazio alla visita del parco, facendo ingresso dal South Rim. Qui camminiamo partendo dal centro visitatori, e costeggiando il bordo del Canyon, senza scendere giù vista la difficoltà per chi non ama molto l'altitudine. Dai punti panoramici hai una visione spettacolare sul Canyon, anche questo scavato nel corso di milioni di anni dal fiume Colorado. Non vedi la fine, è davvero immenso, ma se vuoi che io sia davvero molto sincera, la vista di questo spettacolo naturale mi ha un pò deluso. Un pò perchè è stato il parco che ho visto per ultimo, dopo aver visto altri parchi molto più eterogenei, un pò perchè le aspettative erano altissime, ma sono state superate dalle basse aspettative verso altri parchi, che invece al contrario mi hanno sorpreso moltissimo, un pò perchè effettivamente lo scenario è sempre lo stesso e l'occhio umano riesce a percepire davvero solo una minima parte di quello che effettivamente è il Grand Canyon. E' bello, non sto dicendo il contrario, ma tutto dipende da ciò che ti aspetti e da ciò che hai anche già visto.

Un viaggio nei parchi ovest degli Stati Uniti ti lascia sbalordito, impressionato, e ti ricorda ogni giorno che qualcosa di molto bello ti aspetta alla tappa successiva. Un viaggio per chi vuole lasciarsi sorprendere sempre, per chi ha il desiderio di scoperta, per chi ama guidare, per chi ama la libertà ed essere sempre in movimento.

 
 
 

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